La mattina a Tunisi

La mattina a Tunisi mentre mi faccio la barba sento il gallo che canta. Come succedeva a La Havana nonostante l’albergo fosse in pieno centro, o a Nairobi quando la mia camera dava sul retro dell’affollatissima Mombasa Road. Canta ripetutamente, come è successo per millenni all’alba. Sentirlo mi riporta indietro di secoli. Luoghi e momenti che non ho vissuto, di cui ho letto nei libri, visto nei film o anche solo immaginato, diventano miei.

E mentre mi arriva il suo canto riesco a cogliere senza malinconia quello che dura ben oltre la mia vita. Il bagliore del sole sull’intonaco bianco delle case. La pace dei cipressi che circondano l’orizzonte. Lo strepito delle rondini nell’aria del mattino. Le voci dei bambini che riecheggiano giù in strada.

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