Principianti

Sara mi racconta del suo corso di samba. Mai saputo che ballasse. Anche se le riconosco una buona dose di femminilità, mi è sempre parsa un bacchetto. Tempo fa mi aveva proposto di iscrivermi con lei a un corso di latino americano. Non se n’è mai fatto niente. Non so perché, ma ero poco convinto delle sue capacità e ancora meno delle mie.

Da sempre mi dico che bisognerebbe essere in grado di masticare almeno due passi di ballo. Metti che ti capita una seratona latinoamericana, ti fai due scatole così, conosci una tipa, ti propone di ballare e tu le dici mi spiace, non so fare. Una di quelle occasioni in cui ti rendi conto che nella vita avresti dovuto trovare il tempo per uno straccio di corso accelerato di merengue.

Sara comunque confessa che dopo tre mesi di corso il maestro le si è avvicinato e le ha sussurrato all’orecchio: adesso puoi anche iniziare a muovere i fianchi…

Giorgia invece in tutta confidenza mi rivela che frequenta un corso di Burlesque. Fatico un pelo a immaginarmela: tracagnotta, con quell’aria da catechista, vestita osé, mentre si toglie di dosso foulard, abiti e accessori a ritmo di musica. In effetti anche lei mi confessa che dopo alcune lezioni in cui si dimenava con impegno, l’istruttore le ha detto serio: beh, potresti anche iniziare a spogliarti…

Per finire becco Andrea, il mio compagno delle superiori. Un ingegnere pallido, sovrappeso, immancabilmente sciatto, con un paio di occhialini da dipendente del catasto. Mentre parliamo del più e del meno, mi dice che da anni frequenta un corso di kick boxing.

Sono allibito. Qualcosa non torna. E’ uno di quei momenti in cui vorrei dire al mondo: fermati, voglio scendere. E all’umanità intera raccolta davanti a me: faccio un passo indietro, prendo le distanze.

Ma è solo un momento.                                                      

E sorrido tra me pensando alla lingerie di Giorgia mentre sculetta e si agita attorno alla sedia…

 

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