Il verzellino giallo

Il verzellino giallo in mezzo all’erba non teme l’ombra della tortora che si posa sui rami del pino. Nel caldo del pomeriggio mi affaccio alla finestra dell’ufficio per guardare fuori. Rare auto che passano sulla strada di fronte e il canto di qualche sparuto uccello.

Il condizionatore guasto va a intermittenza: si accende, dura qualche secondo e si spegne. Non dà sollievo. Bagnato di sudore sono in attesa di uno squillo del telefono e non ho voglia di chiamare nessuno. Difficile immaginare che qualcuno lavori con questa calura.

Il verzellino perlustra il prato in parte inaridito. La tortora, forse più furba, resta all’ombra sui rami del pino.

Siamo le uniche tre presenze di questo pomeriggio estivo. Non giungono notizie dal mondo. Nessuno si fa vivo. Questo mi fa credere per un momento che il mondo stesso sia alla finestra come me. In questa calura non ci sono guerre, scioperi, proteste. I giornali sono a corto di notizie e le poche scritte sembrano inattendibili.

Spiare dalla finestra i movimenti degli uccelli è una notizia trascurabile.

La tortora prende il volo in verticale e planando scompare dietro le case. Il verzellino ha percorso rasoterra qualche metro e si è imbucato in una siepe.

Penso che quello che vedo difficilmente ti possa interessare e che mi ostino a notare cose per te insignificanti. Cose che nessuno vede o ha mai visto.

Resto così solo alla finestra in questo pomeriggio di fine luglio.

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Le petunie

Le petunie sul davanzale sono fiorite per tutta l’estate. Se avessero occhi avrebbero visto clienti, amiche di mia madre, vicini di casa e la tua visita quella sera di luglio.
Noi che abbiamo occhi ci siamo appena accorti di loro e la nostra unica pietà è riempire d’acqua il sottovaso per non vederle appassire.

Libri in prestito

Prendo la maggior parte dei libri che leggo in biblioteca. Nella libreria di casa non ce ne stanno più e a un certo punto mi sono detto che dovrei smettere di comprare libri. Più che altro per una questione di spazio.

In biblioteca ci tengono sempre a precisare di non annotare nulla sulle pagine dei libri in prestito. Trovo che questa raccomandazione sia un peccato. Perché mi incuriosiscono le note e gli appunti degli altri scritti a margine delle pagine.

Un giorno, giusto per fare un esempio, leggendo Il mio mondo è qui di Dorothy Parker, un libro di racconti dove l’autrice narra per lo più di amori impossibili, coppie in crisi, tradimenti, ipocrisie, gelosie e pettegolezzi, ho incontrato in cima a un capitolo questa nota, scritta con una calligrafia femminile: ore 11.00 spegnere brodo.